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Rosemaria
Rizzo ha scritto di Ilaria Faraoni:
"Il disegno è la confessione
dell'artista, è stato detto ed è certamente vero. Osservando i quadri di
Ilaria Faraoni se ne ha la conferma. Il segno fissa sulla superficie
della tela il palpito interiore della sua poetica pittorica; non per
nulla la pittrice romana è sicura e trepida ritrattista, che sa cogliere
dal personaggio non solo i tratti fisici sorpresi nell'immediatezza di
una espressione, ma anche i caratteri interiori, ovvero quelli che,
genericamente, chiamiamo i fattori psicologici.
Il suo interesse per la pittura fiamminga ha
un'influenza decisiva nella puntuale oggettivazione delle forme nei suoi
dipinti, siano essi ritratti, paesaggi o nature morte.
Un posto a parte, nella sua produzione artistica,
meritano appunto queste ultime, dove il sontuoso colore dei drappeggi si
unisce all'incanto setoso della frutta nascendo dalla tavolozza fervida
dell'artista di una puntualità figurativa "costruita" pennellata dopo
pennellata.
A questi risultati,
Ilaria Faraoni è giunta attraverso questo esercizio molto attivo,
perseverando nella ricerca e arricchito dall'esperienza, ai fini di una
sicura posizione stilistica che la pittrice si è da tempo conquistata." |